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Unmasking AI: My Mission to Protect What Is Human in a World of Machines
Unmasking AI: My Mission to Protect What Is Human in a World of Machines
Random House Trade
Buolamwini, Joy
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€22,00 EUR
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Pages
336 pp.
Language
English
Author
Joy Buolamwini
Publisher
Random House Trade
Date
2024-11-19
Binding
Paperback
ISBN
9780593241844
Dimensions
5.1 in x 0.8 in x 7.9 in
BESTSELLER NAZIONALE - "La coscienza della rivoluzione dell'IA" (Fortune) spiega come siamo giunti a un’epoca di danni e oppressione causati dall’IA, e cosa possiamo fare per evitare le sue insidie.“L’IA non sta arrivando, è già qui. Se rispondiamo al bellissimo richiamo che si trova in queste pagine, possiamo decidere chi vogliamo essere e come useremo la tecnologia al servizio di ciò che significa essere pienamente umani.” -- Brené Brown, autrice bestseller #1 del New York Times di Osa guidare
Un LOS ANGELES TIMES MIGLIOR LIBRO DELL’ANNO - Finalista al Premio Inc. Non-Obvious Book Award Per la maggior parte di noi, sembra che gli sviluppi recenti dell’intelligenza artificiale siano emersi dal nulla per porre minacce senza precedenti all’umanità. Ma per la dottoressa Joy Buolamwini, che è stata in prima linea nella ricerca sull’IA, questo momento è il frutto di un lungo percorso. Dopo aver sperimentato con la robotica da studentessa delle superiori a Memphis e poi aver sviluppato applicazioni mobili in Zambia come borsista Fulbright, Buolamwini ha seguito la sua passione di sempre per l’informatica, l’ingegneria e l’arte al MIT nel 2015. Come studentessa laureata alla "Fabbrica del Futuro", ha condotto ricerche rivoluzionarie che hanno messo in luce un diffuso pregiudizio razziale e di genere nei servizi di IA offerti dai giganti tecnologici di tutto il mondo. Smaskerare l’IA va oltre i titoli sui rischi esistenziali prodotti dalle grandi aziende tecnologiche. È la storia straordinaria di come Buolamwini ha scoperto quella che chiama "lo sguardo codificato" — la prova di discriminazioni e esclusioni codificate nei prodotti tecnologici — e di come ha dato impulso al movimento per prevenire i danni dell’IA fondando la Lega per la Giustizia Algoritmica. Applicando una prospettiva intersezionale sia all’industria tecnologica sia al settore della ricerca, mostra come razzismo, sessismo, discriminazione basata sul colore della pelle e disabilità possano sovrapporsi e rendere vaste porzioni dell’umanità “escluse dal codice” e quindi vulnerabili in un mondo che adotta rapidamente strumenti di IA. I computer, ci ricorda, sono riflessi sia delle aspirazioni sia dei limiti delle persone che li creano. Incoraggiando esperti e non esperti a unirsi a questa lotta, Buolamwini scrive: “La nuova frontiera per i diritti civili richiederà giustizia algoritmica. L’IA dovrebbe essere per il popolo e dal popolo, non solo per pochi privilegiati.”
Un LOS ANGELES TIMES MIGLIOR LIBRO DELL’ANNO - Finalista al Premio Inc. Non-Obvious Book Award Per la maggior parte di noi, sembra che gli sviluppi recenti dell’intelligenza artificiale siano emersi dal nulla per porre minacce senza precedenti all’umanità. Ma per la dottoressa Joy Buolamwini, che è stata in prima linea nella ricerca sull’IA, questo momento è il frutto di un lungo percorso. Dopo aver sperimentato con la robotica da studentessa delle superiori a Memphis e poi aver sviluppato applicazioni mobili in Zambia come borsista Fulbright, Buolamwini ha seguito la sua passione di sempre per l’informatica, l’ingegneria e l’arte al MIT nel 2015. Come studentessa laureata alla "Fabbrica del Futuro", ha condotto ricerche rivoluzionarie che hanno messo in luce un diffuso pregiudizio razziale e di genere nei servizi di IA offerti dai giganti tecnologici di tutto il mondo. Smaskerare l’IA va oltre i titoli sui rischi esistenziali prodotti dalle grandi aziende tecnologiche. È la storia straordinaria di come Buolamwini ha scoperto quella che chiama "lo sguardo codificato" — la prova di discriminazioni e esclusioni codificate nei prodotti tecnologici — e di come ha dato impulso al movimento per prevenire i danni dell’IA fondando la Lega per la Giustizia Algoritmica. Applicando una prospettiva intersezionale sia all’industria tecnologica sia al settore della ricerca, mostra come razzismo, sessismo, discriminazione basata sul colore della pelle e disabilità possano sovrapporsi e rendere vaste porzioni dell’umanità “escluse dal codice” e quindi vulnerabili in un mondo che adotta rapidamente strumenti di IA. I computer, ci ricorda, sono riflessi sia delle aspirazioni sia dei limiti delle persone che li creano. Incoraggiando esperti e non esperti a unirsi a questa lotta, Buolamwini scrive: “La nuova frontiera per i diritti civili richiederà giustizia algoritmica. L’IA dovrebbe essere per il popolo e dal popolo, non solo per pochi privilegiati.”
