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Sebastião Salgado. Exodus

Sebastião Salgado. Exodus

Taschen

Salgado, Lélia Wanick e Salgado, Sebastião

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Esaurito

Quantità
Pages
432 pp.
Language
English
Author
Lélia Wanick Salgado
Publisher
Taschen
Date
2016-06-01
Binding
Hardcover
ISBN
9783836561303
Dimensions
9.76 in x 1.97 in x 12.99 in

È passato quasi un’intera generazione da quando Sebastião Salgado ha pubblicato per la prima volta Esodo, ma la storia che racconta, del travagliato movimento umano nel mondo, è cambiata poco in 16 anni. I fattori di spinta e attrazione possono variare, il fulcro del conflitto si sposta dal Ruanda alla Siria, ma le persone che lasciano le loro case raccontano la stessa storia: privazioni, difficoltà e barlumi di speranza, tracciati lungo un viaggio di grande fatica psicologica, oltre che fisica.

Salgado ha trascorso sei anni con i popoli migranti, visitando più di 35 paesi per documentare lo spostamento lungo la strada, nei campi e nelle baraccopoli sovraffollate delle città dove spesso finiscono i nuovi arrivati. Il suo progetto include latinoamericani che entrano negli Stati Uniti, ebrei che lasciano l’ex Unione Sovietica, kosovari in fuga verso l’Albania, i rifugiati Hutu del Ruanda, così come i primi "popoli delle barche" di arabi e africani subsahariani che cercano di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo. Le sue immagini ritraggono chi sa dove sta andando e chi è semplicemente in fuga, sollevato di essere vivo e abbastanza integro da poter correre. I volti che incontra mostrano dignità e compassione nelle circostanze più amare, ma anche i molti segni devastati di violenza, odio e avidità.

Con il suo occhio particolare per i dettagli e il movimento, Salgado cattura i momenti mozzafiato del movimento migratorio, tanto quanto il flusso di massa. Ci sono camion carichi, barche affollate e campi che si estendono fino a un orizzonte offuscato, e poi c’è la piccola gamba fasciata; l’impronta digitale su una pagina; l’intervista con una guardia di frontiera; il fagotto e il bambino stretti al seno di una madre. Insistendo sulla portata del fenomeno migratorio, Salgado afferma anche, con il suo caratteristico umanesimo, la storia personale dentro i numeri schiaccianti. Di fronte ai volti indistinti delle immagini televisive o alle folle catturate sotto un titolo di giornale, ciò che troviamo qui sono ritratti di identità individuali, anche nell’abisso di una terra perduta, di una casa e, spesso, di persone amate.

Allo stesso tempo, Salgado dichiara anche la comunanza della situazione migratoria come un’esperienza condivisa e mondiale. Egli chiama i suoi spettatori non solo come osservatori della sofferenza di rifugiati ed esuli, ma come attori nei cambiamenti sociali, politici, economici e ambientali che contribuiscono al fenomeno migratorio. Mentre le barche che ondeggiano sulle coste greche e italiane portano la migrazione a casa in Europa come nessun movimento di massa dai tempi della Seconda guerra mondiale, Esodo grida non solo per una maggiore consapevolezza ma anche per responsabilità e impegno. Di fronte ai corpi segnati, alle centinaia di piedi nudi sull’asfalto rovente, il nostro imperativo non è guardare con compassione, ma, nelle parole di Salgado, temperare i nostri comportamenti in un "nuovo regime di convivenza".

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